L’artista toscano Francesco Landucci, conosciuto da tempo per il suo itinerario creativo, lavora il cristallo e la cellulosa con impronte e sigilli che assumono significanze simboliche. Presenta una mostra personale negli spazi dell’associazione Sincresis con opere che manifestano l’urgenza dell’essenza e la tensione della ricerca nella natura di una traccia del trascendente. Attivo nell’ambito del restauro e del recupero di elementi geologici e paleontologici per l’Università degli studi di Firenze, stabilisce un legame diretto tra questa tipologia di ricerca e l’operazione artistica proiettando il proprio universo nella pasta di vetro intrisa di luce e nella cellulosa impressa da cui emerge un intrico di segni, un labirinto di rilievi e controrilievi che sollecitano lo sguardo a cogliere infiniti percorsi per gli occhi e per la mente ed alimentano il tatto a scavare addentro per scoprire incommensurabili punti di riferimento, come autentiche coordinate cosmiche. Le forme in vetro sembrano spesso frammenti magmatici in pulsazione organica, derivano dalla terra per trarne forme fossili che una volta erano viventi e che ora, impresse nel vetro o nella carta, diventano emblemi, tracce, impronte che suscitano di nuovo la possibilità di tornare alla vita, di risorgere come a ritrovare in esse i germi del vivente.
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01/12/2007 - 02/02/2008 - Comunicato Stampa


Sincresis Associazione Culturale per le arti contemporanee
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